{"id":8856,"date":"2015-04-06T16:28:02","date_gmt":"2015-04-06T14:28:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rosangelabetti.it\/?p=8856"},"modified":"2015-09-08T15:03:20","modified_gmt":"2015-09-08T13:03:20","slug":"intervista-a-rosangela-betti-a-cura-di-andrea-schneider-e-pamela-proietti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosangelabetti.it\/?p=8856","title":{"rendered":"Intervista a Rosangela Betti a cura di Andrea Schneider e Pamela Proietti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Intervista all\u2019artista multimediale Rosangela Betti<\/strong><br \/>\n<strong> a cura di Andrea Schneider e Pamela Proietti<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-8858\" src=\"http:\/\/www.rosangelabetti.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Schermata-2015-04-09-alle-16.26.54.png\" alt=\"Schermata 2015-04-09 alle 16.26.54\" width=\"596\" height=\"620\" srcset=\"https:\/\/www.rosangelabetti.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Schermata-2015-04-09-alle-16.26.54.png 596w, https:\/\/www.rosangelabetti.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Schermata-2015-04-09-alle-16.26.54-288x300.png 288w\" sizes=\"auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><\/p>\n<p><em>Rosangela Betti: fotografa eclettica, trasgressiva, luce e ombra nella sua essenza pi\u00f9 pura. Le tue opere catturano chi le osserva lasciando nude riflessioni, solitudini e vicinanze, creando un luogo dove non esiste spazio n\u00e9 tempo se non quello della nostra mente. Un gioco di specchi in cui la verit\u00e0 emerge dirompente dal riflesso. Tu ti definisci artista multimediale. Cosa intendi?<\/em><\/p>\n<p>Faccio uso di tutti i mezzi che la tecnologia mette a disposizione, penso che l\u2019arte debba essere divulgata. Per questa ragione ho creato un sito web, documento le mie attivit\u00e0 su Youtube, descrivo i miei stati d\u2019animo su Facebook e altro ancora. Non tralascio nessun mezzo che possa consentire ogni forma di espressione.<\/p>\n<p><em>Oltre la fotografia hai sempre supportato artisti emergenti spaziando nel mondo della scrittura, della musica e delle performance di arte contemporanea. Tra i vari progetti che hai sviluppato ce n\u2019\u00e8 uno in particolare che ti sta molto a cuore: l\u2019Officina Betti, una location suggestiva dedicata a mostre, presentazioni, eventi, stage, cerimonie, matrimoni gay. Uno spazio dove potersi esprimere liberamente che potremmo definire la Factory italiana. Cosa rappresenta per te l\u2019Officina Betti?<\/em><\/p>\n<p>Ho dato vita a Officina Betti un anno fa. Officina Betti \u00e8 una location dedicata alla libera espressione artistica di giovani emergenti e non. In piccolo rappresenta l\u2019idea di un altro progetto molto pi\u00f9 ampio, originariamente\u00a0Pensieri Solidi\u00a0e successivamente ribattezzato Arts&amp;Crafts, progetti che possono essere visionati nel mio sito web\u00a0www.rosangelabetti.it. Inizialmente la Comunit\u00e0 Europea era disposta a finanziare questi progetti ma successivamente non ho pi\u00f9 avuto alcun segno, non ho ricevuto nessun valido aiuto e in Italia il supporto alla cultura e all\u2019arte fanno&#8230; si pu\u00f2 dire? schifo! Come fosse una cosa che non ci appartiene per essere continuamente boicottati e distratti da altro, dimenticando che, con la Grecia, siamo stati la culla dell\u2019arte. Ci si inchina allo scialbo e al vuoto, al trash che quotidianamente ci sommerge. Mi chiedo spesso perch\u00e9, tutto questo mi distrugge.<\/p>\n<p><em>Autodidatta, nasci artisticamente come scultrice e pittrice, successivamente fotografa. Mostre in Italia e all&#8217;estero, libri e collaborazioni con scrittori, articoli che riguardano te ed il tuo lavoro rintracciabili su riviste del settore e quotidiani d&#8217;importanza nazionale. Insomma, possiamo dire una donna consacrata all&#8217;arte. In questo momento storico dove essere artista a tutto tondo pu\u00f2 apparire un&#8217;utopia d&#8217;altri tempi, tu, con la tua lunga carriera, smascheri questo luogo comune. Qual \u00e8 il segreto?<\/em><\/p>\n<p>Vorrei saperlo anche io!<\/p>\n<p><em>Nella tua lunga carriera hai fotografato personaggi famosi come Marina Ripa di Meana, Erri De Luca, Giancarlo Giannini, Gian Maria Volont\u00e8, Lory Del Santo, Pino Insegno, Antonella Elia, Mario Luzi, Isabella Santacroce e ogni tipologia di nudo: maschi, femmine, lesbiche, gay, trans. Cosa ha rappresentato agli inizi della tua carriera, sei mai stata discriminata per questo e in quanto donna?<\/em><\/p>\n<p>Lory dal Santo, Giancarlo Giannini, Gian Maria Volont\u00e8 sono miei amici. Ho fotografato loro e le persone che casualmente incontravo, gli amanti o per lo pi\u00f9 pseudo tali, tutto lo scibile umano che amo e odio nella stessa misura. Tutto \u00e8 iniziato inconsapevolmente nel 1976. Ho ricevuto in regalo una macchina professionale dall\u2019unico uomo che ho amato e a tutti gli amici che entravano a casa mia dicevo lorospogliati che ti fotografo. Successivamente, dal 1980 ho dato una nuova forma alla mia fotografia, fotografavo e facevo le stampe ma l\u2019imprinting \u00e8 rimasto lo stesso.<\/p>\n<p>La maggior parte dei soggetti fotografati sono donne perch\u00e9 rappresentano l\u2019altra me. I maschi li ho fotografati solo per la visione estetica del loro corpo. I trans per un\u2019altra parte ancora di me. Parallelamente fotografavo me stessa, il lavoro che ritengo pi\u00f9 importante. Certo, non \u00e8 stato facile e non lo \u00e8 tuttora ma non lo attribuirei al fatto di essere donna ma proprio, ripeto, a una mancanza di cultura e di interesse verso ogni forma d\u2019arte. Potremmo vivere di solo turismo per le opere artistiche che i nostri avi ci hanno lasciato e invece guarda come vengono sfregiate ogni giorno e guarda come siamo ridotti. L\u2019Italia \u00e8 un paese costituito principalmente da bigotti moralisti, fascisti e politici ladri governati dal Vaticano. Amen.<\/p>\n<p><em>Sei amante della fotografia analogica in bianco e nero. Che spazio pu\u00f2 trovare nel 2015 nell\u2019era dell\u2019iPhone, di Facebook e di Twitter? Hai mai usato una macchina digitale?<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, la uso un po\u2019 come la usano tutti, intendo per l\u2019immediatezza, vedo qualcosa che mi colpisce, la fotografo, e in questo senso uso anche il cellulare, la posto su Facebook ma se devo descrivere una mia emozione, un mio stato d\u2019animo o fare un set fotografico, uso rigorosamente l\u2019analogico. Credo che solo gli appassionati di fotografia usino l\u2019analogico, devi avere un profondo amore, ormai scorre tutto cos\u00ec velocemente&#8230; un giorno saranno le immagini a divorare noi.<\/p>\n<p><em>Quando si parla di fotografia, si pensa in primis allo scatto e all&#8217;elaborazione in digitale che porta immediatamente all&#8217;immagine finale. Tu resti legata alla camera oscura, all&#8217;elemento creativo che nasce e si sviluppa nel momento successivo alla posa, vivendo il set fotografico come una simbiosi che lascia uno spazio ridotto al pensiero poich\u00e9 \u00e8 l&#8217;azione a sublimare. Qual \u00e8 il meccanismo? Cosa si cela dietro le quinte di una tua fotografia?<\/em><\/p>\n<p>La chambre noir \u00e8 l\u2019apoteosi dello scatto analogico. Mi viene da dire che quello che vede la macchina fotografica il tuo occhio non lo vede. Rimani sempre meravigliato e folgorato. Consiglierei a tutti i giovani di non drogarsi e di uscire da questo vivere virtuale: entrate in una chambre noir. Gli acidi e le immagini che appaiono pian piano su un foglio bianco, ti mandano in estasi meglio di una droga chimica.<\/p>\n<p><em>Progetti in corso?<\/em><\/p>\n<p>Tanti e nessuno. Tanti perch\u00e9 non riesco a contenere le idee che ogni giorno mi sovrastano e nessuno perch\u00e9 mi sembra di rincorrere una chimera. Mi piacerebbe, per\u00f2, trovare i fondi necessari per la realizzazione di Art&amp;Craft, una sponsorizzazione, o un appassionato d\u2019arte che faccia una cospicua donazione!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Biografia, riferimenti e contatti:<\/p>\n<p>Rosangela Betti nasce a Mercatale-Sassocorvaro (PU) il 27 ottobre 1946.\u2028Studia alla scuola d\u2019Arte F. Mengaroni di Pesaro ma non termina gli studi. \u00c8 autodidatta in tutte le sue forme espressive.\u2028Vive e lavora a Rimini.\u20281968: prima mostra di pittura a Pesaro.\u20281980: nata come pittrice e scultrice, inizia ad esprimersi tramite la fotografia.\u20281982: prima personale di fotografia alla galleria Ken Damy a Brescia\u2028Le sue fotografie sono state pubblicate su varie riviste di settore e non, in Italia e anche in Giappone.\u2028Hanno scritto di lei: Italo Zannier, Giovanna Calvenzi, Roberta Valtorta, Giuliana Scim\u00e9, Roberto Mutti, Paolo Barbaro, Denis Cur-ti-Ken Damy, Ando Gilardi.\u2028Vari articoli che parlano dei suoi lavori sono stati pubblicati su importanti quotidiani quali La Repubblica, Corriere della Sera, L\u2019Unit\u00e0, Il Resto del Carlino e settimanali come L\u2019Espresso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista all\u2019artista multimediale Rosangela Betti a cura di Andrea Schneider e Pamela Proietti Rosangela Betti: fotografa eclettica, trasgressiva, luce e ombra nella sua essenza pi\u00f9 pura. 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